Questa storia, accaduta realmente, racconta di un uomo, N;
un falegname che lavora con dignità in un paesino siciliano.
Un cliente chiede al bravo artigiano di rifinire la propria abitazione e il proprio ristorante con delle cornici per le porte. N non sa che quel tizio, don Ciccio, è una figura sporca.
Dopo aver presentato un preventivo e aver ricevuto un acconto, in breve tempo, completa il proprio lavoro; adesso, aspetta la retribuzione. Dopo sei mesi, chiede ciò che gli spetta; il cliente richiede tempo e pazienza. Così, N, ogni tanto, rispolvera la memoria a don Ciccio, senza alcun risultato.
Un giorno, prende un caffè al bar, con gli amici; entra l'antagonista del racconto.
Il falegname gli offre da bere e, dialogando, con le buone, chiede i suoi soldi; l'uomo senza cuore risponde di no; dice di essere colmo di "piccioli" ed esce fuori, dalla tasca dei pantaloni, una mazzetta: "Nti dugnu nenti". Dopo aver ascoltato le parole malvagie, N, con rabbia e indignazione, afferra le banconote, facendole cadere sul pavimento. Dice: "I miei soldi sono puliti".
Che fine hanno fatto gli amici? Scappati via. Vittime dell'omertà. Lasciando N da solo. Da solo a reagire contro la mentalità mafiosa.
Il coraggio di un gran lavoratore, che si oppone all' ignoranza e alla violenza di un mafiosetto da quattro soldi.
Viva la giustizia!!!!!!!!!!!!!!!!