

Giuseppe Di Fini nasce a Catania il 9 agosto 1995.
Nel 2006,preso dalle letture e dai discorsi, e dopo essersi guardato un po' intorno, ha deciso che era ora di impegnarsi nella stessa battaglia di Paolo Borsellino e di Peppino Impastato; fonda, così, l'associazione "Antimafia Giovanile" e, con la collaborazione di una professoressa, che si è trovata come allievo questo bambino pieno di interessi, organizza dibattiti sul tema mafia/giustizia, con lo scopo di sensibilizzare i compagni.
All'inizio molto entusiasmo, l'aiuto e l'incoraggiamento della professoressa. Che però l'anno dopo è andata in pensione. E siccome le persone "fanno" le istituzioni, Giuseppe si è subito scontrato con la crescente indifferenza dei compagni. Nessuno l'ha più aiutato. Non per questo, però, si è perso d'animo... Anzi, ha fondato un giornalino, "La Gazzetta dei non boss", due numeri pieni di riflessioni e di esortazioni a darsi una mossa per cambiare il mondo, per scuotere coetanei. Ha scritto articoli. Ha fondato un sito web. Si è messo in contatto con il mondo degli adulti, chiedendo aiuto e sostegno. E loro a interrogarsi increduli se fosse uno scherzo, o, nei casi migliori, chi fosse quel bambino che sembrava padroneggiare la materia come non riesce nemmeno di striscio al cittadino medio.
Poi, quando lo conoscevano gli adulti si entusiasmavano. Come vedendo in lui una possibile, confortante anticipazione delle generazioni prossime venture. Talora dopo cinque minuti passati ad ascoltarlo si davano segretamente di gomito sussurrando preoccupate ipotesi sulla natura del ragazzino (è troppo grande; parla come un adulto, non è possibile; non è naturale). Salvo ricredersi e intenerirsi al momento dell'applauso finale.
Ma scrive anche, e non solo articoli. Ultimamente ha scritto "Nato in Sicilia". Una breve, intensa riflessione sulla mentalità prevalente nella sua terra. Un volo panoramico sulla cultura isolana, da Verga ai negozi che vendono come graziosi souvenir le magliette con su il Padrino. "Non per demoralizzare", ha spiegato agli amici, ma "per sensibilizzare". L'ha dedicato "A coloro che hanno la forza e la speranza di combattere. A coloro che non si rassegnano di fronte ai 'ma chi te lo fa fare'. A Paolo, Giovanni, Peppino, Don Pino, Carlo Alberto, Rosario, Don Peppe, Pippo, Mauro e gli altri. Per la vita, la libertà, la giustizia, l'Italia". Una specie di programma civile. Un programma che ormai divide il paese. Di qua i quattordici anni intrisi di speranza di Giuseppe, di là il volto cupo e senza età di Augusto Minzolini.
Nando dalla Chiesa



Biografia








